Francesco 的个人资料- Attimi, Parole, Emozio...照片日志列表更多 工具 帮助

日志


7月28日

L'Immenso

L'immenso



Chissà se distesa nel tuo letto
con la tua aria da innocente
tu mi stai pensando;
la mia mano trema
perchè il mio cuore sa di te
e la possibilità che tu non sia mai più mia
è un incubo che non vorrei mai vivere.

Ormai sognare a me è proibito,
però con te forse lo sto ancora facendo;
sogno un tuo abbraccio, nulla di più,
so che non puoi darmi altro ora.

Ma basterebbe un minimo contatto,
che la mia mano sfiori la tua,
che le mie labbra tocchino le tue guance,
basterebbe un niente
e in quel niente sentiresti l'immenso che è in me,
quell'immenso che sa di te
e che io adesso dono a te.

©NiHiL

7月21日

Dentro i miei vuoti

Dentro i miei vuoti



Soffrire, un mistero troppo grande da spiegare, da raccontare, da condividere in una pagina bianca che di te non sa neanche il nome. Siamo piccoli esseri umani che vivono emozioni incredibili, si stupiscono di fronte alla potenza della natura e restano senza parole quando riescono a toccare il cielo con un dito. Siamo fragili, siamo piccoli castelli di cristallo, sensibili al cambiamento delle stagioni, timidi di fronte al caldo abbraccio del Sole, tristi quando la notte cala sui nostri visi.

Il tempo ci attraversa, c’è chi se ne appropria, c’è chi lo lascia scorrere su se stesso, ma è ciò che ci accomuna, ognuno con i propri ricordi.

Ci sono i rimpianti delle cose che non abbiamo detto o non abbiamo fatto quando eravamo ancora adolescenti e impauriti provavamo a comprendere il senso delle cose; i sorrisi che hanno dimorato sulle nostre labbra portando una luce incantevole e soave nei nostri occhi; le lacrime versate per il male subito, per aver perso persone a noi care o semplicemente perché tutte le emozioni, incomprensibili alla nostra ragione, erano concentrate in quella piccola goccia. Così l’’ultima speranza di comprendere e capire la nostra vita risiede proprio in queste piccole emozioni che all’ombra del passato son solo ricordi.


Vivere è un mistero troppo grande per noi, è inutile dare o trovare un senso agli eventi, alle parole, anche a quelle che ti fanno male, è successo. Tutto quello che possiamo fare è andare avanti, con coraggio, senza perdere la speranza che dopo la pioggia torni a splendere nel cielo l’arcobaleno.


Farà male, fa più male di quanto si possa immaginare... Non si è mai pronti a vivere, ma soprattutto non si può mai dire <<E' finita>>. Non è mai finita, è la vita.

 

©NiHiL

 

7月6日

Ogni mia scelta

 

 

06-07-2009 - Ho deciso dopo tanto tempo di realizzare un altro video, sulle note di una canzone che sento molto al di la di quello che è il suo primo significato d'amore... Sono un pò arrugginito, quindi è probabile che non vi piaccia, spero che mi diciate il contrario...

Buona Visione,
Francesco.

5月10日

Parole d’amore che d’amore san ben poco.

 

Parole d’amore che d’amore san ben poco.

 

 

 

 

L'amore è un sentimento onesto che non può essere cambiato a proprio piacimento secondo la direzione del vento... Lo vivi sulla pelle, quando la mattina si alza il Sole o quando la sera si abbassa la Luna è sempre una la stella che splende nel tuo cielo e non basta un occasione per cambiare oggetto a un amore che sia vero.

L’amore non è raffinata poesia, è semplice e concreto, non si serve di parole eclatanti, di gesti folli che vogliono dimostrarla forza di un sentimento che non esiste, vive di piccole cose che riempiono il cuore di emozioni vere e sincere.

Un amore vero ripudia le bugie, trae forza dalle difficoltà e si rinnova a ogni passo fatto insieme, incapace di perdersi per un curva fatta male, come se il cuore potesse seguire la direzione di un pensiero dettato dalla ragione più che dalla propria irrazionale follia.

Io l’amore non lo so raccontare a parole, ma almeno non oso inventarlo, perché l'amore vive in silenzio nel cuore di chi ama davvero, mentre stupidi uomini gridano al mondo un amore che non è mai esistito.

 

10-05-2009, 16.02

 

NiHiL

4月23日

Pioggia


Pioggia



Pioggia dolce delle giornate felici,
in cui un sorriso non muore
come un fuoco d’inverno
frenato dalla brina,
ma vive e cresce tra le labbra di due amanti
che colpiti dalla pioggia
non son divisi, ma uniti e folli.

Pioggia triste d’Autunno,
sveli la malinconia dei cuori infranti,
porti con te nubi assassine di ogni speranza,
sconfiggi ogni guerriero
lasciandolo nudo di fronte alla propria debolezza,
anche se ti mischi al suo dolore
e come finte lacrime scendi sul suo viso.

Ma la pioggia è fragile,
non occorre averne paura,
perché tutte le volte che temeremo la sua presa
basterà un secchio per poterla raccogliere
e usare il suo potere secondo il nostro gioco:
che sia felice o triste
faremo noi della pioggia
un nuovo divenire.

NiHiL

2月15日

Giri di mezzanotte

Giri di mezzanotte

 
Ho voglia di passeggiare in riva del mare, a piedi nudi sulla sabbia. Il mare è in burrasca, ma è in questi momenti che è più forte il suo potere. Vorrei potergli parlare per chiedergli di portar via certi pesi, o perlomeno poterlo toccare.
Perchè quello che agli occhi di tutto è “niente”, ti fa vibrare, ti fa tremare il cuore. Quel brivido di freddo che ti passa lungo la pelle è il segno che qualcosa in te si sta muovendo, e ti agiti, ti treman le labbra, come se qualcuno avesse rimescolato ogni ricordo, curando le lacrime con i sorrisi e stemperando i sorrisi con le lacrime.
Non sei felice o triste in quel momento, sei una persona diversa e tutto ciò che hai alle spalle... sembra già così lontano.

©NiHiL – 15-02-2009, 2.45
1月27日

Per non dimenticare

 

Schindler's List - "La lista è vita"

 

 

 

 

"SE QUESTO E' UN UOMO

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:


Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no


Considerate se questa è una donna
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno:

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.

Primo Levi"

 

 

 

La vita è bella

 

 

 

...

NiHIL

1月18日

Felicità

 
FELICITA'

 


Felicità: finché dietro a lei corri
non sei maturo per essere felice,

pur se quanto è più caro tuo si dice.

Finché tu piangi un tuo bene perduto,
e hai mete, e inquieto t'agiti e pugnace,
tu non sai ancora che cos'è la pace.

Solo quando rinunci ad ogni cosa,
né più mete conosci né più brami,
né la felicità più a nome chiami,

allora al cuor non più l'onda affannosa
del tempo arriva, e l'anima tua posa.
 
Hermann Hesse
1月11日

L'uomo e il mare

L’uomo e il Mare


Sempre il mare, uomo libero, amerai!
perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell’infinito svolgersi dell’onda
l’anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l’abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal tuo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d’ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!

Charles Baudelaire

Un triste addio

 

Carissimo. Sono certa che sto impazzendo di nuovo. Sono certa che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. Comincio a sentire voci e non riesco a concentrarmi. Quindi faccio quella che mi sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la più grande felicità possibile. Sei stato in ogni senso tutto quello che un uomo poteva essere. So che ti sto rovinando la vita. So che senza di me potresti lavorare e lo farai, lo so... Vedi non riesco neanche a scrivere degnamente queste righe... Voglio dirti che devo a te tutta la felicità della mia vita. Sei stato infinitamente paziente con me. E incredibilmente buono. Tutto mi ha abbandonata tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinare la tua vita. Non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici di quanto lo siamo stati noi.

 

Virginia Woolf – Lettera di addio al marito

1月9日

In Prigione o Al Lavoro?

IN PRIGIONE passi la maggior parte del tuo tempo in
una cella che misura 8x10

AL LAVORO passi la maggior parte del tuo tempo in una
stanzetta che misura 6x8 A denti stretti


IN PRIGIONE ottieni tre pasti al giorno
AL LAVORO ottieni solo un intervallo per 1 pasto e
devi pagartelo  Nauseato

IN PRIGIONE vieni ricompensato della tua buona
condotta con una riduzione sulla pena

AL LAVORO vieni ricompensato della tua buona condotta
con del lavoro aggiuntivo Perplesso


IN PRIGIONE una guardia apre e chiude tutte le porte
per te

AL LAVORO devi girare con una carta di sicurezza e
devi aprire e chiudere tutte le porte da te Assonnato

IN PRIGIONE puoi vedere la TV e giocare con la
Playstation

AL LAVORO non lo puoi fare shhhhh!

IN PRIGIONE puoi avere il tuo bagno personale
AL LAVORO devi condividere il bagno con gli altri Imbarazzato

IN PRIGIONE permettono ai tuoi familiari ed amici di
venire a trovarti

AL LAVORO non puoi parlare con i tuoi familiari ed
amici In lacrime


IN PRIGIONE tutte le spese sono a carico dei cittadini contribuenti

AL LAVORO tutte le spese per recarti al lavoro sono a carico tuo

e dal tuo stipendio vengono trattenute le tasse che servono per pagare i detenuti Arrabbiato

IN PRIGIONE passi la maggior parte del tuo tempo

guardando attraverso le sbarre della tua cella, desiderando di uscire fuori

AL LAVORO passi la maggior parte del tuo tempo

guardando la tua stanzetta, desiderando di uscirne fuori Deluso

IN PRIGIONE ci sono dei custodi che spesso sono dei sadici
AL LAVORO vengono chiamati Direttori Animoticon

 
1月1日

BuOn 2oo9!!!!!

BUON

2009

A

TUTTI

QUANTI

!!!!

 

12月24日

Buon Natale!!!

Buon 

Natale!!!

 

 

12月17日

Matrimonio....

È il vostro matrimonio, avete così deciso di sposarvi!


Avete rimorchiato una tizia una sera in un night club, siete rimasti affascinati dai suoi occhi ammalianti di cui neanche ricordate il colore, ve la siete portata a letto approfittando del fatto che fosse ubriaca, avete dato fondo a tutto ciò che avete imparato sul sesso in 15 anni di pratica con la vostra bambola gonfiabile, siete sopravvissuti al trauma di vederla il giorno dopo senza trucco, con le tette sgonfiate e le mutande della nonna e così avete pensato che se non siete fuggiti dopo una visione simile non avete intenzione di farlo mai più.

In realtà avreste tanto voluto fuggire nottetempo, ma la sveglia del vostro cellulare non è stata pronta come quella che c’è nei vostri pantaloni.
Lei interpreterà questa resa incondizionata come un segno d’amore eterno e vi troverete a giocare a Monopoli con i suoi genitori il sabato sera in men che non si dica.

Il grande travaglio psicologico durerà finché non deciderete di piegarvi alle sue insistenti richieste: una domenica pomeriggio mentre, invece di guardare la partita in tv, lei vi ha costretto a parlare di nozze e di vestiti da sposa con sua madre seduti in veranda.

Ed avete così deciso di arrendervi tutta la vita.


Bene, per voi sposi questo scritto non serve perché il matrimonio sarà il minore dei vostri problemi.

Per voi che invece sarete invitati a questo lieto evento, leggete attentamente.
Eh sì, perché bisogna sapere bene a cosa si va incontro e, specialmente per alcuni matrimoni, si corre il serio rischio di uscirne con le ossa rotte.
Questo manuale serve proprio a voi, giovani neofiti di queste cerimonie, per farvi fare le giuste mosse durante una giornata così stressante e magari per evitare in futuro di fare alcuni tragici errori, come quello che ha fatto lo sposo.

Parte 1: Arriva la partecipazione!


Una mattina, mentre siete intenti a dar da mangiare ai vostri pesciolini siamesi e state controllando la posta, vedete che tra le bollette e l’ennesimo volantino di Sky, che vi annuncia un nuovo canale inutile per estorcervi altra grana dall’abbonamento, c'è una busta color crema che fa capolino tra le altre.
Dietro c’è solo il vostro nome.

A quel punto avete già capito di cosa si tratta ma fuggire adesso è inutile perché LEI vi ha trovato.

No, non è una bomba, magari lo fosse! È proprio quello che voi temete che sia: un invito a partecipare ad un matrimonio!

La lettere recita più o meno così:


«Goffredo e Domitilla annunciano il loro matrimonio - 24 Luglio 2008 ore 15:00, Chiesa della santissima Addolorata Assunta e Licenziata Che Non La Smette Mai Di Piangere. Goffredo e Domitilla Vi aspettano allo Scoglione, via Girolamo Pallastrozzi n. 15 bis»


A questo punto è fatta: non serve chiudersi in casa fingendo di essere malati di peste, non serve mettere la lettera nella casella di posta del vicino e far finta di non averla ricevuta, non serve svuotare il cestino di Windows, non serve farsi venire il vaiolo, non serve tagliarsi una gamba di proposito con una sega elettrica per giustificare la vostra assenza.

LORO lo verranno a sapere e troveranno il modo di vendicarsi.
A questo punto avete solo una possibilità: andare a quel fottuto matrimonio e sperare di uscirne vivi.


Parte 2: Il problema regalo


Okay, avete di fronte a voi 2 possibilità per risolvere il problema:


vi affidate alla lista nozze che non manca mai

fate un regalo personale

La lista nozze ricorda un po’ quelle collette che si facevano al liceo per comprare il cellulare alla diciottenne di turno.

Andate al negozio, dite il nome del matrimonio (ad esempio: matrimonio Spennello - Gatti) e lasciate una cifra che "dovrebbe" essere a piacere.
Il condizionale in questi casi è d'obbligo, perché ricordate bene che tutto è registrato, sorvegliato e monitorato.

Dal momento in cui avete aperto la busta con la presentazione a casa vostra fino al termine del matrimonio non sarete più soli.

LORO vi vedranno, vi osserveranno anche quando metterete mano al portafogli.
Non fate vedere che lasciate una cifra più bassa del loro prozio che viene dal Minnesota e che non vedono da 15 anni o farete la figura dei taccagni.
Inoltre per la lista nozze vige la regola del 5 a 1 cosicché se lasciate 50 euro nella lista nozze a vostro nome state pur certi che i diretti interessati alle vostre future nozze sulla lista ne lasceranno 10 e che se vi vedranno steso a terra dopo essere stato investito da un tir faranno ampi gesti al conducente per chiedergli di fare marcia indietro e passarvi sopra di nuovo.


Il regalo personale vi svincola dagli obblighi di colletta ma per una strana coincidenza del destino i regali di nozze sembrano avere tutti scritti in fronte l’esatto importo che l’oggetto vi è venuto a costare.

Ragion per cui è altamente sconsigliato fare i furbi e prendere un regalo di basso costo, tipo un servizio da caffè in plastica e legno di cedro, una pentola a pressione, un frullatore a manovella, un calendario di Frate Indovino che si illumina al buio.

Rischierete al vostro matrimonio di ritrovarvi come regalo lo stesso servizio da caffè che avevate propinato voi a loro, magari avvolto con la stessa carta, oppure un regalo osceno che i giovani sposi hanno deciso barbaramente di riciclare proprio a voi, senza cambiare né la carta da regalo con le renne sopra né il bigliettino con la scritta : Buon Natale e felice 1989!!


È un modo perverso per farvi scontare la taccagneria che dimostraste il giorno del loro matrimonio.

Quindi, se non volete ritrovarvi un'autobomba sotto casa, cercate di essere generosi.


Parte 3: Scegliere il vestito


Bisogna scegliere l'abbigliamento adeguato.

Farsi un vestito costa, si sa.

Per gli uomini la cosa più sbagliata è dire al negoziante che è per un matrimonio: il gestore del negozio tirerà fuori frac e cilindro e vi convincerà che al matrimonio ci si va vestiti come Rockefeller o come Fred Astaire.
Il conto del sarto per vestiti del genere è da by-pass aorto-coronarico, quindi se scegliete questa opzione fate prima un check-up completo delle vostre arterie.
Altra opzione è andare in un grande magazzino dove ci sono taglie preformate.
Voi prenderete una 44 convinti che vi stia a pennello e quando non riuscirete a chiudere il bottone del pantalone capirete che andare a quel fonduta party 2 settimane fa non è stata un’ottima mossa. L’alternativa sarebbe trattenere il respiro per l’intera durata della cerimonia, ma è da scartare a priori.
Rilasciando il respiro la vostra trippa comincerà a debordare dai pantaloni come un fluido newtoniano.

Allora prenderete una 46, sicuri che sia la misura giusta, ma il pantalone vi calza appena e potrete mantenerlo durante la cerimonia solo a costo di non mangiare per niente, nemmeno le vostre unghie. Allora ripiegherete infine verso una 48, vi starà bene e voi farete il fioretto di mettervi a dieta subito dopo il matrimonio, fioretto di cui vi dimenticherete subito dopo il matrimonio stesso non appena avrete sbottonato il primo bottone del pantalone appena dopo la cerimonia.



Le giacche sembrano tutte belle, finché non passano dalle gruccette alle vostre spalle.

Scegliere la giacca giusta è fondamentale, se il vostro scopo è passare per un invitato e non per lo spaventapasseri che tiene lontani i corvi dal giardino.
Attenzione che le maniche non scendano troppo sulle mani o ve le troverete in ammollo nel piatto mentre mangiate la crema di asparagi.
E se la giacca è a due bottoni abbottonate sempre il primo, non l’ultimo o la giacca si sformerà talmente tanto che sembrerà che ve l’abbia prestata il gobbo di Notre Dame.

Per la cravatta raccomandiamo la sobrietà: lo so che non vedete l’ora di sfoggiare quella cravatta arancione con Paperino seduto sul bidet che in un momento di insanità mentale avete acquistato su consiglio della vostra fidanzata/madre/sorella ma:


forse è meglio aspettare un'occasione un po’ meno formale per smerdarvi la reputazione con una cravatta simile;

le donne non capiscono un cazzo di cravatte perciò la prossima volta che ne acquistate una assicuratevi di essere a più di 5 chilometri da qualunque cosa abbia una vagina tra le gambe.


Parte 4: Il giorno della cerimonia


Siete arrivati davanti alla chiesa, avete abilmente sfoggiato il vostro migliore sorriso di circostanza e state cominciando a baciare guance sudate, piene di cerone e imbevute di profumi e deodoranti esiziali, quando finalmente arriva l’auto della sposa.


Lei comincerà a barcollare sul corridoio della chiesa, stordita dalle centinaia di flash del fotografo megalomane di turno, che scatterà talmente tante foto da attirare anche la curiosità dei passanti fuori la chiesa, convinti che si tratti del matrimonio di Britney Spears.


A questo punto non vorrete fare altro che raggiungere uno scranno, ma prima vi troverete davanti la gigantesca zia dello sposo che si ricorda di voi da quando eravate piccolo (voi no: avevate rimosso quell’infelice incontro) e che vi abbraccerà con la forza di un lottatore di sumo professionista.
Poi vorrà che le stampiate un bel bacio sulle sue gote, e qui la cosa si farà difficilissima.
La signora infatti è piena di bozzi, dai quali fuoriescono piccoli peli irti e aguzzi che li fanno assomigliare a dei piccoli cactus. State molto attenti: se li toccate con la guancia, vi pungerete a morte e probabilmente vi verrà anche qualche malattia esantematica dei polli.

L’unica alternativa è evitare magistralmente quella piccola serra di piante grasse che la signora ha sulla guancia nel millesimo di secondo in cui vi abbassate per baciarla.
Di solito un soggetto simile è anche fornito di un fiato pestilenziale per cui è d’uopo ritirare subito la testa una volta dato lo pseudobacio se non volete finire annichiliti.
Lo zio dello sposo non è da meno: di solito non presenta vegetazioni pericolose ma ha un dopobarba talmente pesante che penserete si sia lavato la faccia con l’Autan. Detto questo la cerimonia ha inizio ed il prete, che quel giorno si sente molto figo e simpatico, comincia con delle battutine che vorrebbero rilassare l’ambiente ma che in realtà capisce solo lui.


Poi inizia a parlare del matrimonio cominciando da Adamo ed Eva.
È come parlare di un accendino cominciando dalla scoperta del fuoco. Voi intanto avrete iniziato una piccola gara di sbadigli col vostro vicino di panca e cercherete di ammazzare il tempo adocchiando una gnocca seduta due file più avanti a voi dal lato opposto, sperando che lei si giri per corrispondere le vostre occhiate allupate, e mentre iniziate a chiedervi se la ragazza in questione è parente dello sposo o della sposa risponderete Amen qualsiasi cosa dica il prete. Così anche quando dirà: “scambiatevi un segno di pace”, sarete l’unico pirla nella chiesa ad urlare: Amen!

Dopo 4 sermoni e 12 canzoni di chiesa il prete si decide ad unire in matrimonio Goffredo e Domitilla mentre voi vi avviate all’uscita con talmente tanta fame addosso da avere voglia di mangiarvi il riso che stringete nel pugno e che è destinato ad andare negli occhi degli sposi.

Consiglio gratuito: mai mettersi troppo vicini all’uscita della chiesa perché quelli che devono tirare il riso sono sempre i più impediti, quelli con la mira peggiore, gli anziani con la mano parkinsoniana e gli ammalati di cataratta allo stadio terminale. Rischierete così di essere sommersi dalla valanga gialla assieme agli sposi e di passare il resto del pomeriggio a togliervi i chicchi dalle narici.

Parte 5: L'odissea del rinfresco


Okay, per gli sposi il peggio è passato.

Hanno detto sì e, almeno per il momento, non possono più tornare indietro.
Adesso viene per l’invitato la parte più delicata, dove un minimo errore di organizzazione e di strategia può essere fatale: il ricevimento.

L’appuntamento è nel luogo indicato sull’invito, un luogo di solito suggestivo e particolare per le sue bellezze naturali e le sue vedute mozzafiato ma proprio per questo inaccessibile, se non con i mezzi corazzati o dagli elicotteri, e dimenticato da tutti gli stradari e i navigatori satellitari di questo mondo.

L’invito ovviamente non dice un cazzo di nulla sull’ubicazione del posto, dando per scontato che voi lo conosciate e che lo frequentiate assiduamente da quando avevate 6 anni, in quanto chic e à la page.

Dopo aver chiesto informazioni a tutti i benzinai della zona arrivate finalmente in quest’angolo di paradiso, un angolo di paradiso piuttosto esposto al sole, considerato che si trova su una scogliera a ridosso del mare, che è un enorme terrazza scoperta e che sono le 16:00 del pomeriggio.

Rapidamente vi accorgerete che il sole è a picco sulla vostra testa e che l’unico posto all’ombra è un ombrellone sbilenco appoggiato vicino alla scala dove scendono i camerieri.

Appare chiaro che qui giocare in velocità è la priorità: prima occupate quel posto all’inpiedi ma all’ombra, prima le vostre ascelle ve ne saranno grate.
Ovviamente in breve tempo tutti arriveranno alla vostra stessa conclusione ed entro un quarto d’ora quell’ombrellone sarà più affollato di una balera romagnola nel mese di luglio.

Sarà quindi inevitabile presentarsi l’un l’altro e fare finta che stare in 37 in 5 metri quadri all’ombra sia una cosa naturale come tagliarsi i peli del naso.

 

Il momento delle presentazioni non è ancora finito quando si vedono arrivare al ricevimento i genitori degli sposi.

La madre di lui non farà altro che dire quanto sta bene suo figlio e farsi scappare la lacrima ogni volta che suo figlio apre la bocca, fosse anche per ruttare.
La madre di lei è invece solitamente un’emerita cretina, capace di dire sempre la parola sbagliata nel momento sbagliato.

Arriverà vestita con un abito identico a quello della consuocera, pur essendo stata 5 giorni a preventivare con questa la scelta del vestito e in generale condirà tutta la cerimonia con la sua risata vuota e irritante, derivante dal fatto che non vedeva l’ora di vedere la figlia sistemata, ovvero di levarsela dalle palle, e dal fatto che tutto questo non le sembra vero.

Per evitare di apparire distaccata e arrivista sfogherà il suo attaccamento perverso nel peggiore dei modi, intervenendo in ogni momento di intimità tra gli sposi con frasoline tipo: ” amorino bello, fagottino della mamma, come stai? bene?” oppure “Tesoruccio della mamma, fatti dare un bacio!”

Tutto questo durerà finché lo sposo non deciderà di porre fine all’invadenza soffocante della sua neo acquisita suocera legandola al grande pino maremmano all’entrata del ristorante oppure sopprimendola con del napalm nel fritto di paranza.

Altra presenza di cui tenere conto e da non sottovalutare sono i bambini: i matrimoni sono momenti formali e un bambino ad un matrimonio ci sta bene quanto un clown ad un funerale: per una strana coincidenza che sfugge agli studiosi internazionali ma anche al cervello dei loro genitori i bambini sono nondimeno spesso presenti in queste occasioni.


Il bimbominkia da matrimonio ha un età compresa tra i 5 e gli 11 anni, è vestito con giacchetta, cravattino o papillon, corre indisturbato ed urla suoni incomprensibili sperando di attirare l’attenzione ed è praticamente onnipresente.
I genitori li lasciano allo stato brado, liberi di pascolare tra gli invitati, sperando che la selezione naturale li uccida.

L’incontro anche occasionale con almeno un paio di questi esemplari è inevitabile quindi rassegnatevi.

Tutt’al più potreste aiutare la selezione naturale a fare il suo corso liberando il pitbull dei proprietari della villa o mettendo della purga nei bicchieri di aranciata.


Mentre ragionate su come liberarvi di questi esseri sgradevoli vi rendete conto che si è appena aperto il buffet!


Siete pronti per il buffet?

Il momento del buffet è un momento cruciale, studiato ed analizzato dai maggiori esperti mondiali di antropologia: da sempre infatti, in tutte le società della terra, esistono momenti nella vita in cui gli istinti primordiali prendono il sopravvento e la situazione contingente diventa la rappresentazione emblematica della legge della giungla, dove solo il più lesto, il più abile e il più forte riesce a sopravvivere.
Se queste leggi emergono nel regno animale con drammatica evidenza in posti come la savana, nel regno umano trovano la loro più tragica e ineluttabile espressione al momento del buffet.


È superfluo soffermarsi sulle testate, sulle gomitate, sugli strusciamenti convulsi che si debbono fare soltanto per avvicinarsi ad un tavolo di un buffet.
All’improvviso sembra che tutti non mangino da anni e che quello sia l’ultimo cibo che vedranno in vita.

Le persone davanti a un buffet sgomitano, spingono, insultano, si riempiono il piatto di qualunque cosa, anche di roba che non gli piace o che non mangeranno mai, col solo sadico scopo di sottrarla agli altri.

I camerieri algerini di fronte a voi vi guarderanno allibiti e disgustati e per un attimo penseranno di star portando soccorsi umanitari per Amnesty International.
Oltre a temere attacchi alla vostra altezza dovrete guardarvi anche dal basso: orde di bimbiminkia sfuggiti al controllo da parte dei parenti si faranno strada tra le vostre gambe per acciuffare l’ultima pizzetta rimasta: è il momento buono per pestarli a sangue.


I ritardatari sono destinati a morire di fame: dopo la furia degli invitati, che da lontano può essere facilmente confusa per uno sciame di locuste, nessuno potrà mai immaginare che su quella tavola bianca 5 minuti prima c’erano delle pietanze.

A tal proposito l’invitato preparato deve conoscere l’esistenza di 2 differenti tipi di banchetti da matrimonio:


il banchetto da parata o da vetrina

il banchetto di consistenza


Il primo tipo di banchetto è un pacco colossale: il buffet sarà completo di qualsiasi leccornia al solo scopo di farvici gettare come fenicotteri sui molluschi e farvi arrivare al pranzo già pieni e col primo bottone del pantalone già saltato.

Voi ovviamente tutto questo non lo potete sapere e vi manterrete leggeri anzi, guarderete con sufficienza il convitato vicino a voi che, scambiandola per insalata, si riempie il piatto anche della rampicante appesa al muro, perché dentro di voi penserete: "bravo pirla! ti voglio vedere tra un po’ quando ci siederemo a mangiare."

Sfortunatamente per voi il pranzo vero e proprio è tutto a base di nouvelle couisine, vale a dire assaggini, vale a dire cagate d’uccello in un piatto di mezzo metro di circonferenza.

Lì, al centro di un enorme disco porcellanato bianco, una piccola seppia agonizzante sopra due pomodorini tagliati vi sembrerà un tragico scherzo, una porzione riempita solo per metà, la rimanenza di un piatto lasciato da qualche invitato o forse degli avanzi da dare al gatto che un cameriere sbadato ha lasciato sul vostro tavolo.

Così, per essere sicuri che quello sia davvero un primo piatto e non un pesce d’Aprile, riprendete in mano il menù e leggete queste righe: Filetto di seppia in casseruola su letto di pomodorini di campagna.

A quel punto la consapevolezza della presa per il culo subita è totale ma ormai è troppo tardi per tornare indietro.

Quasi come per sfregio vi staccate con molta pazienza una caccola dal naso, la cospargete di briciole di pane, la spalmate su di un piattino, vi fate prestare una penna dal cameriere e sul menù scrivete: purea di verdure gratinate in bellavista.

Nel banchetto di consistenza invece le portate sono di rilievo e quindi sarebbe utile non strafogarsi di cibo col buffet.

Ma ovviamente voi non lo saprete e cederete alle lusinghe della cascata di prosciutto, del timballo di melanzane, di quelle palline affogate nella salsa che sanno di manzo e di gomma bruciata e vi butterete sugli antipasti come mosche su un mucchio di letame; così quando vi porteranno il risotto con punte di asparagi e gamberetti avrete un conato di vomito nel tovagliolo e abbandonerete la cena ancora prima di cominciarla.


Parte 6: La torta nuziale, la bomboniera e il rilascio


Sono passate 5 ore dall’inizio della cerimonia e ormai più che un ospite vi sentite un ostaggio.

Non è un bel momento nemmeno per lo sposo, e voi ve ne siete accorti.
Fino a qualche ora fa sembrava tutto un gioco: il buffet, gli invitati, e finora la cerimonia avrebbe potuto benissimo essere scambiata per una prima comunione senza paura di essere smentiti.


Ma con l’arrivo della torta no!


Con l’arrivo della torta nuziale lo sposo prende finalmente coscienza del suo stato in maniera definitiva, e nel momento in cui fissa le statuine di zucchero sopra la torta, dove lei sembra la Barbie in vestito da sposa e lui è venuto senza una gamba come il soldatino di stagno, comincia già a capire l’importanza che avrà nella coppia da quel giorno in poi.

Per voi no, per voi l’arrivo della torta è il momento più propizio. Avete almeno 5 buone ragioni per stare allegri:


si appresta la fine della cena e il sequestro di persona sta

finalmente per finire



la torta viene consegnata dai camerieri direttamente in mano ad ogni invitato per cui non è necessario riscaldare i muscoli e prepararsi alla lotta greco-romana per accaparrarsene una fetta, anche perché ormai siete pieno di dolori per le lividure riportare al buffet.


l’atmosfera in generale è quella dello sbaracco, e l’orchestrina prima di tutti sta già tirando la volata, basti sentire cosa annuncia il maestro d’orchestra: il prossimo pezzo s’intitola “Andatevene a casa che chiudiamo!”


i bimbiminkia non si sentono più: sono stanchi di correre senza un perché, si è fatto troppo tardi oppure qualche altro invitato ha avuto la vostra stessa idea e li ha finiti a colpi di sgabello.


nella parte finale della serata l’alcolemia degli invitati è talmente alta da non poter guidare neanche il monopattino e sono tutti più o meno brilli: è il momento di attaccare bottone con la gnocca vista in chiesa.


La torta nuziale è una delle cose presenti in natura con il peso atomico più pesante, inferiore solo all’osmio e al bismuto, ma a differenza di questi ha un’elettronegatività molto bassa e solo per questo non è usata come reagente nei laboratori chimici al pari del Fluoro o del Polonio.

Ciò non impedisce però di usarla nei matrimoni, quindi state attenti a cosa mangiate!

Le percentuali di panna in una torta nuziale superano ampiamente i livelli di guardia quindi, se soffrite di colite, assicuratevi di trovarvi in pole position nella fuga verso i bagni o li troverete occupati.


Nel caso in cui questa terribile ipotesi dovesse avverarsi ecco alcuni siti alternativi dove permettere al vostro intestino di esprimersi liberamente:


i posacenere d’argento all’ingresso del ristorante (c’è una controindicazione: se qualcuno va via subito dopo la torta siete fottuti).


i vasi da fiori sul tavolo del buffet: l’ultimo in fondo è sempre il vaso più sfigato, quello con i fiori più schifosi e che per questo è stato messo all’angolo: è quindi anche il vaso che dà meno nell’occhio.


Usatelo con cautela e pregate che nessun cameriere sparecchiando si accorga del tanfo di merda.


l’aiuola del giardino: i siti per i ricevimenti di solito hanno sempre un’aiuola; prima di procedere all’evacuazione procuratevi anche un cane a cui addossare la colpa in caso di ritrovamento del reperto prima della fine della cerimonia, non dovete lasciare nulla al caso.

Il cane non parla la vostra lingua e quindi sarà condannato suo malgrado a prendersi la paternità del vostro stronzo purché non sforniate dal vostro retto una bestia di un chilo e mezzo pretendendo di addossare la colpa allo Yorkshire della prozia della sposa: è poco credibile.


Stanchi, sudati e sfiniti da quest’esperienza, avrete il colletto della camicia sporco come la biancheria di un minatore a gennaio.

È solo adesso che vi verrà consegnata la bomboniera d’argento a forma di levriero afghano irto sulle zampe posteriori (quella che a Napoli chiamano: ò can’ argient’, il cane d’argento), attestato di partecipazione a questa eroica impresa di sopportazione, una specie di premio beffardo per la vostra clausura forzata nonché il colpo di grazia per i vostri occhi.

Nella migliore della ipotesi ne farete un fermacarte, nella peggiore la getterete nel primo cassonetto che incontrerete sulla strada del ritorno, perché se abbandonare un cane è un reato abbandonare un cane d’argento può salvarvi la vita.

Complimenti, ce l’avete fatta!

Tarantella di centro destra

 
 
PS: Non ci sono motivi per cui l'ho postata, semplicemente mi ha fatto ridere...
12月10日

Dieci cose che non ho mai capito

1) Come mai le donne non riescono a mettersi il mascara tenendo la bocca chiusa?
2) Come mai per chiudere Windows si debba cliccare su ''start'' ?
3) Come mai la Lemonsoda è fatta con aromi artificiali e nel detersivo per i piatti trovi vero succo di limone?
4) Quando producono un nuovo cibo per cani ''più gustoso''....in realtà chi lo ha assaggiato?
5) Perché Noè non ha lasciato affogare quelle due zanzare?

6) Perché sterilizzano l'ago prima di praticare le iniezioni letali?
7) Conoscete le indistruttibili scatole nere degli aerei? Perché cavolo non ci fanno tutto l'aereo con quella roba?
8) Perché le pecore non si restringono quando piove?
9) Se volare è così sicuro, come mai quello dell'aeroporto lo chiamano Terminal?
10) Non capisco perché inoltro queste cose :
a) Le mestruazioni sono la punizione che Dio dette alla donna. Dopo che Eva mangiò la mela Dio disse:''Pagherai col sangue, ma in comode rate mensili''.
b) Qual è il poliziotto più sfortunato? Quello che muore al posto di blocco. E quello più fortunato? Blocco!
c) Ligabue canta: ''Tutti vogliono viaggiare in prima ........ ''. Io l'ho fatto e ho bruciato motore e frizione. Grazie Liga.
d) Le categorie più bugiarde sono le donne e i cacciatori. I cacciatori prendono un uccello e dicono di averne presi venti, le donne ne prendono venti e dicono di averne preso solo uno...
e) Tim informa che acquistando i preservativi delle ferrovie dello Stato potrai venire anche tu con 50 minuti di ritardo.
f) Qual è il nome più bello per una ragazza? Ikea: è svedese, costa poco, te la porti subito a casa e te la monti in 5 minuti!
g) L'autunno è un brutto periodo per le donne... seccano i piselli, migrano gli uccelli, cadono i marroni, e se poi c'è anche la nebbia non si vede più un cazzo!
h) Gli uomini a 20 anni lo fanno a MMS: Mattina Mezzogiorno Sera. A 30 MMS:Martedì Mercoledì Sabato. A 40 MMS: Marzo Maggio Settembre. A 60 MMS: Ma Magari S'alzasse...
i) Il sesso è come la matematica. Aggiungi il letto, sottrai i vestiti, dividi le gambe e prega di non moltiplicare!

11月16日

"Titoli"

Ecco un po’ di notizie pubblicate sui giornali. Alcune sono un po’ vecchie ma molto divertenti.

SI E' SPENTO L'UOMO CHE SI E' DATO FUOCO
(Giornale di Sicilia, 1998)

POMPINI A RAFFICA CARRARESE K.O.
(Gazzetta dello Sport, 1992) (Pompini, era un giocatore
del Livorno che in quella partita segno' 4 gol!)

FALEGNAME IMPAZZITO TIRA UNA SEGA AD UN PASSANTE
(Corriere della Sera 1991)

TROMBA MARINA PER UN QUARTO D'ORA.
(Corriere del Mezzogiorno, 1997)

FA MARCIA INDIETRO E UCCIDE IL CANE, FA MARCIA AVANTI E UCCIDE IL GATTO.
(Corriere della Sera, 1992)

INCREDIBILE! ALL'AEROPORTO SPARISCONO LE VALIGE DEL MAGO SILVAN
(Il Messaggero del 29/08/01)

IN CINQUECENTO CONTRO UN ALBERO, TUTTI MORTI.
(La Provincia Pavese)

VENDO GIOCHI E SERVIZI DI CARNEVALE. ASTENERSI BURLONI E PERDITEMPO

(annuncio)

QUESTA MACELLERIA RIMANE APERTA LA DOMENICA SOLO PER I POLLI.
(Insegna di un negozio di Roma)

QUI CHIAVI IN 5 MINUTI.
(Insegna di un negozio di Cuneo)

SI AFFITTA L'ABITAZIONE DEL TERZO PIANO, LA SIGNORA DEL SECONDO LA FA VEDERE A TUTTI.
(Inserzione in una strada di Trapani)

PER OGNI TAGLIO DI CAPELLI VI FAREMO UNA LAVATA DI CAPO GRATIS.
(Insegna di un negozio di Reggio Calabria)

VENDO TUTTO PER ESAURIMENTO.
(Insegna in un negozio di Brescia)

ELIMINAZIONE TOTALE BAMBINI A SOLE 29.000.
(Insegna in un negozio di abbigliamento di Trieste)

FUNERALI A COSTI RIDOTTI. CINQUANTASEI RATE A PREZZI BLOCCATI.
AFFRETTATEVI.
(Pubblicità su La Nazione, Firenze)

SI FANNO GIACCHE ANCHE CON LA PELLE DEI CLIENTI.
(Cartello in un negozio di confezioni di Latina)

SI AVVERTE IL PUBBLICO CHE I GIORNI FISSATI PER LE MORTI SONO IL MARTEDI' E GIOVEDI'.
(Ufficio anagrafe di Reggio Calabria)

10月31日

Le Iene - Golia sulla Legge 133

 

Video Protesta

Manifestazione del 30 Ottobre

 

 

Assemblea di Ateneo a Palermo contro la Legge 133

 

 

 

 

Lezione in piazza a Palermo contro la Legge 133

 

 
 

Manifestazione a Palermo contro la Legge 133 - 20/10/2008

 

 

Manifestazione a Palermo contro la Legge 133 - 21/10/2008

 

 

TGR Sicilia sulle proteste universitarie 21/10/2008

 

 

TG1 sulle proteste universitarie 21/10/2008

 

TG2 sulle proteste universitarie 21/10/2008

 

 

L'intero corteo - Manifestazione a Palermo contro Legge 133

 

 

 

TG2 sulle proteste universitarie 23/10/2008

 

10月20日

E' GIUNTO IL MOMENTO DI DIRE "NO"!!!!

1948: COSTITUZIONE ITALIANA, Art. 9. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

 

2008: Legge N. 133 -> E’ ANCORA COSI’??

 

TAGLIO DEI FONDI = AUMENTO DELLE TASSE UNIVERSITARIE

 

 

Il fondo di Finanziamento Ordinario viene ridotto progressivamente di circa 1,5 miliardi per il quinquennio 2009-2013. Per di più, le risorse risparmiate non vanno a vantaggio dell’Università, ma confluisco in un capitolo generale.

Tale riduzione comporterà delle ristrettezze economiche degli atenei, che sarano costretti ad aumentare le tasse universitarie o a ridurre i servizi e l’offerta formativa.

 

Esempio: oggi le tasse che paghiamo costituiscono soltanto l’1% delle spese complessive. Per legge questa somma può arrivare a un massimo del 20% delle spese totali; cioè vuol dire che un taglio di fondi porterebbe gli Atenei, specialmente quelli senza fondi privati (diversi dalla Mafia) del Sud, a portare le tasse dall’1% alla soglia massima consentita: il 20%.

Facendo due calcoli, se oggi uno studente di seconda fasci al primo anno paga 500€, tra pochi anni dovrà pagare venti volte tanto, ovvero 10.000€. Se invece uno studente di 8° fascia paga 1.500€, tra qualche anno dovrà pagare 30.000€.

 

 

RIDUZIONE DEL TURN OVER = RIDUZIONE DELL’OFFERTA FORMATIVA E AUMENTO DEL PRECARIATO

 

Il turn-over del personale viene limitato al 20% (non del 20%), sia in badget che in numero di persone, per il triennio 2009/2011 e al 50% dal 2012.

Questo vuol dire che ogni 5 persone che vanno in pensione si può assumere una sola persona, sia essa docente, ricercatore o tecnico/amministrativo. Quindi nell’immediato futuro molti giovani laureati, dottorandi e assegnisti, formati dall’Università Italiana con notevoli sforzi economici, non potranno essere assunti come ricercatori e saranno costretti ad emigrare o ad abbandonare il mondo della ricerca. Si otterrà quindi un inevitabile invecchiamento ed una progressiva riduzione del corpo docente, con conseguente impoverimento della didattica e della ricerca.

Ciò, unito al limite del rapporto tra numero di docenti e studenti previsti della legge n. 270/04, comporterà la chiusura di molti corsi di laurea e l’introduzione del numero chiuso per tutti i corsi rimanenti.

 

UNIVERSITA' -> FONDAZIONE = ADDIO DIRITTO ALLO STUDIO

 

La legge prevede la possibilità per le università pubbliche di trasformarsi in fondazioni di diritto privato. Ciò potrà determinare:

1)      Un ulteriore e incontrollato aumento delle tasse universitarie, fino al punto che famiglie saranno costrette a sobbarcarsi per intero l’onere degli studi universitari dei propri figli, cona la conseguente forte limitazione del diritto allo studio;

2)      La suddivisione in atenei di serie A, capaci di procurarsi fondi privati, e atenei di serie B dove, in mancanza di un tessuto economico-aziendale forte e progredito (come nel nostro territorio), è praticamente impossibile reperire finanziamenti, legali, adeguati alla ricerca;

3)      La fine dell’autonomia della didattica e della ricerca, che saranno condizionate dalle scelte di pochi finanziatori privati seduti ad un Consiglio di Amministrazione, come in un’azienda.

 

E’ evidente che tale legge non elimina i difetti dell’Università Pubblica Italiana; essa non introduce né elementi di sviluppo e di competitività, (come il titolo della legge vorrebbe fare credere), né strumenti di valutazione rigorosi ed efficaci, che premino i risultati e la qualità nella ricerca, nella formazione e nel funzionamento dell’intera Università. Al contrario, si tratta di provvedimenti miranti ad un impoverimento progressivo ed allarmante delle Università Italiane che comportano gravi penalizzazioni sia per tutti coloro che operano nell’ambito dell’Università Pubblica sia per coloro che fruiscono dei suoi servizi, in particolare gli studenti e le loro famiglie.

 

PER QUESTO DICIAMO NO AI PROVVEDIMENI DELLA LEGGE N. 133 SULLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE