Francesco 的个人资料- Attimi, Parole, Emozio...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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7月28日 L'ImmensoL'immenso 7月21日 Dentro i miei vuotiDentro i miei vuoti
Il tempo ci attraversa, c’è chi se ne appropria, c’è chi lo lascia scorrere su se stesso, ma è ciò che ci accomuna, ognuno con i propri ricordi. Ci sono i rimpianti delle cose che non abbiamo detto o non abbiamo fatto quando eravamo ancora adolescenti e impauriti provavamo a comprendere il senso delle cose; i sorrisi che hanno dimorato sulle nostre labbra portando una luce incantevole e soave nei nostri occhi; le lacrime versate per il male subito, per aver perso persone a noi care o semplicemente perché tutte le emozioni, incomprensibili alla nostra ragione, erano concentrate in quella piccola goccia. Così l’’ultima speranza di comprendere e capire la nostra vita risiede proprio in queste piccole emozioni che all’ombra del passato son solo ricordi.
©NiHiL
7月6日 Ogni mia scelta
06-07-2009 - Ho deciso dopo tanto tempo di realizzare un altro video, sulle note di una canzone che sento molto al di la di quello che è il suo primo significato d'amore... Sono un pò arrugginito, quindi è probabile che non vi piaccia, spero che mi diciate il contrario... 5月10日 Parole d’amore che d’amore san ben poco.
Parole d’amore che d’amore san ben poco.
L'amore è un sentimento onesto che non può essere cambiato a proprio piacimento secondo la direzione del vento... Lo vivi sulla pelle, quando la mattina si alza il Sole o quando la sera si abbassa la Luna è sempre una la stella che splende nel tuo cielo e non basta un occasione per cambiare oggetto a un amore che sia vero. L’amore non è raffinata poesia, è semplice e concreto, non si serve di parole eclatanti, di gesti folli che vogliono dimostrarla forza di un sentimento che non esiste, vive di piccole cose che riempiono il cuore di emozioni vere e sincere. Un amore vero ripudia le bugie, trae forza dalle difficoltà e si rinnova a ogni passo fatto insieme, incapace di perdersi per un curva fatta male, come se il cuore potesse seguire la direzione di un pensiero dettato dalla ragione più che dalla propria irrazionale follia. Io l’amore non lo so raccontare a parole, ma almeno non oso inventarlo, perché l'amore vive in silenzio nel cuore di chi ama davvero, mentre stupidi uomini gridano al mondo un amore che non è mai esistito.
10-05-2009, 16.02
NiHiL 4月23日 Pioggia
2月15日 Giri di mezzanotteGiri di mezzanotte Ho voglia di passeggiare in riva del mare, a piedi nudi sulla sabbia. Il mare è in burrasca, ma è in questi momenti che è più forte il suo potere. Vorrei potergli parlare per chiedergli di portar via certi pesi, o perlomeno poterlo toccare. Perchè quello che agli occhi di tutto è “niente”, ti fa vibrare, ti fa tremare il cuore. Quel brivido di freddo che ti passa lungo la pelle è il segno che qualcosa in te si sta muovendo, e ti agiti, ti treman le labbra, come se qualcuno avesse rimescolato ogni ricordo, curando le lacrime con i sorrisi e stemperando i sorrisi con le lacrime. Non sei felice o triste in quel momento, sei una persona diversa e tutto ciò che hai alle spalle... sembra già così lontano. ©NiHiL – 15-02-2009, 2.45 1月27日 Per non dimenticareSchindler's List - "La lista è vita"
"SE QUESTO E' UN UOMO Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case; Voi che trovate tornando la sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce la pace Che lotta per mezzo pane Che muore per un sì e per un no Considerate se questa è una donna Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d'inverno: Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole: Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli: O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri cari torcano il viso da voi. Primo Levi"
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NiHIL 1月18日 FelicitàFELICITA'
Hermann Hesse 1月11日 L'uomo e il mare
Un triste addio
Carissimo. Sono certa che sto impazzendo di nuovo. Sono certa che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. Comincio a sentire voci e non riesco a concentrarmi. Quindi faccio quella che mi sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la più grande felicità possibile. Sei stato in ogni senso tutto quello che un uomo poteva essere. So che ti sto rovinando la vita. So che senza di me potresti lavorare e lo farai, lo so... Vedi non riesco neanche a scrivere degnamente queste righe... Voglio dirti che devo a te tutta la felicità della mia vita. Sei stato infinitamente paziente con me. E incredibilmente buono. Tutto mi ha abbandonata tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinare la tua vita. Non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici di quanto lo siamo stati noi.
Virginia Woolf – Lettera di addio al marito 1月9日 In Prigione o Al Lavoro?IN PRIGIONE passi la maggior parte del tuo tempo in IN PRIGIONE ottieni tre pasti al giorno IN PRIGIONE vieni ricompensato della tua buona IN PRIGIONE una guardia apre e chiude tutte le porte IN PRIGIONE puoi vedere la TV e giocare con la IN PRIGIONE puoi avere il tuo bagno personale IN PRIGIONE permettono ai tuoi familiari ed amici di IN PRIGIONE tutte le spese sono a carico dei cittadini contribuenti AL LAVORO tutte le spese per recarti al lavoro sono a carico tuo e dal tuo stipendio vengono trattenute le tasse che servono per pagare i detenuti IN PRIGIONE passi la maggior parte del tuo tempo guardando attraverso le sbarre della tua cella, desiderando di uscire fuori AL LAVORO passi la maggior parte del tuo tempo guardando la tua stanzetta, desiderando di uscirne fuori IN PRIGIONE ci sono dei custodi che spesso sono dei sadici 12月17日 Matrimonio....È il vostro matrimonio, avete così deciso di sposarvi!
Il grande travaglio psicologico durerà finché non deciderete di piegarvi alle sue insistenti richieste: una domenica pomeriggio mentre, invece di guardare la partita in tv, lei vi ha costretto a parlare di nozze e di vestiti da sposa con sua madre seduti in veranda. Ed avete così deciso di arrendervi tutta la vita.
Per voi che invece sarete invitati a questo lieto evento, leggete attentamente.
A quel punto avete già capito di cosa si tratta ma fuggire adesso è inutile perché LEI vi ha trovato. No, non è una bomba, magari lo fosse! È proprio quello che voi temete che sia: un invito a partecipare ad un matrimonio! La lettere recita più o meno così:
LORO lo verranno a sapere e troveranno il modo di vendicarsi.
fate un regalo personale La lista nozze ricorda un po’ quelle collette che si facevano al liceo per comprare il cellulare alla diciottenne di turno. Andate al negozio, dite il nome del matrimonio (ad esempio: matrimonio Spennello - Gatti) e lasciate una cifra che "dovrebbe" essere a piacere. Dal momento in cui avete aperto la busta con la presentazione a casa vostra fino al termine del matrimonio non sarete più soli. LORO vi vedranno, vi osserveranno anche quando metterete mano al portafogli.
Ragion per cui è altamente sconsigliato fare i furbi e prendere un regalo di basso costo, tipo un servizio da caffè in plastica e legno di cedro, una pentola a pressione, un frullatore a manovella, un calendario di Frate Indovino che si illumina al buio. Rischierete al vostro matrimonio di ritrovarvi come regalo lo stesso servizio da caffè che avevate propinato voi a loro, magari avvolto con la stessa carta, oppure un regalo osceno che i giovani sposi hanno deciso barbaramente di riciclare proprio a voi, senza cambiare né la carta da regalo con le renne sopra né il bigliettino con la scritta : Buon Natale e felice 1989!!
Quindi, se non volete ritrovarvi un'autobomba sotto casa, cercate di essere generosi.
Farsi un vestito costa, si sa. Per gli uomini la cosa più sbagliata è dire al negoziante che è per un matrimonio: il gestore del negozio tirerà fuori frac e cilindro e vi convincerà che al matrimonio ci si va vestiti come Rockefeller o come Fred Astaire. Allora prenderete una 46, sicuri che sia la misura giusta, ma il pantalone vi calza appena e potrete mantenerlo durante la cerimonia solo a costo di non mangiare per niente, nemmeno le vostre unghie. Allora ripiegherete infine verso una 48, vi starà bene e voi farete il fioretto di mettervi a dieta subito dopo il matrimonio, fioretto di cui vi dimenticherete subito dopo il matrimonio stesso non appena avrete sbottonato il primo bottone del pantalone appena dopo la cerimonia.
Scegliere la giacca giusta è fondamentale, se il vostro scopo è passare per un invitato e non per lo spaventapasseri che tiene lontani i corvi dal giardino. Per la cravatta raccomandiamo la sobrietà: lo so che non vedete l’ora di sfoggiare quella cravatta arancione con Paperino seduto sul bidet che in un momento di insanità mentale avete acquistato su consiglio della vostra fidanzata/madre/sorella ma:
le donne non capiscono un cazzo di cravatte perciò la prossima volta che ne acquistate una assicuratevi di essere a più di 5 chilometri da qualunque cosa abbia una vagina tra le gambe.
L’unica alternativa è evitare magistralmente quella piccola serra di piante grasse che la signora ha sulla guancia nel millesimo di secondo in cui vi abbassate per baciarla.
Consiglio gratuito: mai mettersi troppo vicini all’uscita della chiesa perché quelli che devono tirare il riso sono sempre i più impediti, quelli con la mira peggiore, gli anziani con la mano parkinsoniana e gli ammalati di cataratta allo stadio terminale. Rischierete così di essere sommersi dalla valanga gialla assieme agli sposi e di passare il resto del pomeriggio a togliervi i chicchi dalle narici.
Hanno detto sì e, almeno per il momento, non possono più tornare indietro. L’appuntamento è nel luogo indicato sull’invito, un luogo di solito suggestivo e particolare per le sue bellezze naturali e le sue vedute mozzafiato ma proprio per questo inaccessibile, se non con i mezzi corazzati o dagli elicotteri, e dimenticato da tutti gli stradari e i navigatori satellitari di questo mondo. L’invito ovviamente non dice un cazzo di nulla sull’ubicazione del posto, dando per scontato che voi lo conosciate e che lo frequentiate assiduamente da quando avevate 6 anni, in quanto chic e à la page. Dopo aver chiesto informazioni a tutti i benzinai della zona arrivate finalmente in quest’angolo di paradiso, un angolo di paradiso piuttosto esposto al sole, considerato che si trova su una scogliera a ridosso del mare, che è un enorme terrazza scoperta e che sono le 16:00 del pomeriggio. Rapidamente vi accorgerete che il sole è a picco sulla vostra testa e che l’unico posto all’ombra è un ombrellone sbilenco appoggiato vicino alla scala dove scendono i camerieri. Appare chiaro che qui giocare in velocità è la priorità: prima occupate quel posto all’inpiedi ma all’ombra, prima le vostre ascelle ve ne saranno grate. Sarà quindi inevitabile presentarsi l’un l’altro e fare finta che stare in 37 in 5 metri quadri all’ombra sia una cosa naturale come tagliarsi i peli del naso.
Il momento delle presentazioni non è ancora finito quando si vedono arrivare al ricevimento i genitori degli sposi. La madre di lui non farà altro che dire quanto sta bene suo figlio e farsi scappare la lacrima ogni volta che suo figlio apre la bocca, fosse anche per ruttare. Arriverà vestita con un abito identico a quello della consuocera, pur essendo stata 5 giorni a preventivare con questa la scelta del vestito e in generale condirà tutta la cerimonia con la sua risata vuota e irritante, derivante dal fatto che non vedeva l’ora di vedere la figlia sistemata, ovvero di levarsela dalle palle, e dal fatto che tutto questo non le sembra vero. Per evitare di apparire distaccata e arrivista sfogherà il suo attaccamento perverso nel peggiore dei modi, intervenendo in ogni momento di intimità tra gli sposi con frasoline tipo: ” amorino bello, fagottino della mamma, come stai? bene?” oppure “Tesoruccio della mamma, fatti dare un bacio!” Tutto questo durerà finché lo sposo non deciderà di porre fine all’invadenza soffocante della sua neo acquisita suocera legandola al grande pino maremmano all’entrata del ristorante oppure sopprimendola con del napalm nel fritto di paranza.
L’incontro anche occasionale con almeno un paio di questi esemplari è inevitabile quindi rassegnatevi. Tutt’al più potreste aiutare la selezione naturale a fare il suo corso liberando il pitbull dei proprietari della villa o mettendo della purga nei bicchieri di aranciata.
Il momento del buffet è un momento cruciale, studiato ed analizzato dai maggiori esperti mondiali di antropologia: da sempre infatti, in tutte le società della terra, esistono momenti nella vita in cui gli istinti primordiali prendono il sopravvento e la situazione contingente diventa la rappresentazione emblematica della legge della giungla, dove solo il più lesto, il più abile e il più forte riesce a sopravvivere.
Le persone davanti a un buffet sgomitano, spingono, insultano, si riempiono il piatto di qualunque cosa, anche di roba che non gli piace o che non mangeranno mai, col solo sadico scopo di sottrarla agli altri. I camerieri algerini di fronte a voi vi guarderanno allibiti e disgustati e per un attimo penseranno di star portando soccorsi umanitari per Amnesty International.
il banchetto di consistenza
Lì, al centro di un enorme disco porcellanato bianco, una piccola seppia agonizzante sopra due pomodorini tagliati vi sembrerà un tragico scherzo, una porzione riempita solo per metà, la rimanenza di un piatto lasciato da qualche invitato o forse degli avanzi da dare al gatto che un cameriere sbadato ha lasciato sul vostro tavolo. Così, per essere sicuri che quello sia davvero un primo piatto e non un pesce d’Aprile, riprendete in mano il menù e leggete queste righe: Filetto di seppia in casseruola su letto di pomodorini di campagna. A quel punto la consapevolezza della presa per il culo subita è totale ma ormai è troppo tardi per tornare indietro. Quasi come per sfregio vi staccate con molta pazienza una caccola dal naso, la cospargete di briciole di pane, la spalmate su di un piattino, vi fate prestare una penna dal cameriere e sul menù scrivete: purea di verdure gratinate in bellavista. Ma ovviamente voi non lo saprete e cederete alle lusinghe della cascata di prosciutto, del timballo di melanzane, di quelle palline affogate nella salsa che sanno di manzo e di gomma bruciata e vi butterete sugli antipasti come mosche su un mucchio di letame; così quando vi porteranno il risotto con punte di asparagi e gamberetti avrete un conato di vomito nel tovagliolo e abbandonerete la cena ancora prima di cominciarla.
Non è un bel momento nemmeno per lo sposo, e voi ve ne siete accorti.
Per voi no, per voi l’arrivo della torta è il momento più propizio. Avete almeno 5 buone ragioni per stare allegri:
finalmente per finire
Ciò non impedisce però di usarla nei matrimoni, quindi state attenti a cosa mangiate! Le percentuali di panna in una torta nuziale superano ampiamente i livelli di guardia quindi, se soffrite di colite, assicuratevi di trovarvi in pole position nella fuga verso i bagni o li troverete occupati.
Il cane non parla la vostra lingua e quindi sarà condannato suo malgrado a prendersi la paternità del vostro stronzo purché non sforniate dal vostro retto una bestia di un chilo e mezzo pretendendo di addossare la colpa allo Yorkshire della prozia della sposa: è poco credibile.
È solo adesso che vi verrà consegnata la bomboniera d’argento a forma di levriero afghano irto sulle zampe posteriori (quella che a Napoli chiamano: ò can’ argient’, il cane d’argento), attestato di partecipazione a questa eroica impresa di sopportazione, una specie di premio beffardo per la vostra clausura forzata nonché il colpo di grazia per i vostri occhi. Nella migliore della ipotesi ne farete un fermacarte, nella peggiore la getterete nel primo cassonetto che incontrerete sulla strada del ritorno, perché se abbandonare un cane è un reato abbandonare un cane d’argento può salvarvi la vita. Complimenti, ce l’avete fatta! Tarantella di centro destraPS: Non ci sono motivi per cui l'ho postata, semplicemente mi ha fatto ridere... 12月10日 Dieci cose che non ho mai capito1) Come mai le donne non riescono a mettersi il mascara tenendo la bocca chiusa? 6) Perché sterilizzano l'ago prima di praticare le iniezioni letali? 11月16日 "Titoli"Ecco un po’ di notizie pubblicate sui giornali. Alcune sono un po’ vecchie ma molto divertenti. Video ProtestaManifestazione del 30 Ottobre
Assemblea di Ateneo a Palermo contro la Legge 133
Lezione in piazza a Palermo contro la Legge 133
Manifestazione a Palermo contro la Legge 133 - 20/10/2008Manifestazione a Palermo contro la Legge 133 - 21/10/2008
TGR Sicilia sulle proteste universitarie 21/10/2008
TG1 sulle proteste universitarie 21/10/2008
TG2 sulle proteste universitarie 21/10/2008
L'intero corteo - Manifestazione a Palermo contro Legge 133
TG2 sulle proteste universitarie 23/10/200810月20日 E' GIUNTO IL MOMENTO DI DIRE "NO"!!!!1948: COSTITUZIONE ITALIANA, Art. 9. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
2008: Legge N. 133 -> E’ ANCORA COSI’??
TAGLIO DEI FONDI = AUMENTO DELLE TASSE UNIVERSITARIE
Il fondo di Finanziamento Ordinario viene ridotto progressivamente di circa 1,5 miliardi per il quinquennio 2009-2013. Per di più, le risorse risparmiate non vanno a vantaggio dell’Università, ma confluisco in un capitolo generale. Tale riduzione comporterà delle ristrettezze economiche degli atenei, che sarano costretti ad aumentare le tasse universitarie o a ridurre i servizi e l’offerta formativa.
Esempio: oggi le tasse che paghiamo costituiscono soltanto l’1% delle spese complessive. Per legge questa somma può arrivare a un massimo del 20% delle spese totali; cioè vuol dire che un taglio di fondi porterebbe gli Atenei, specialmente quelli senza fondi privati (diversi dalla Mafia) del Sud, a portare le tasse dall’1% alla soglia massima consentita: il 20%. Facendo due calcoli, se oggi uno studente di seconda fasci al primo anno paga 500€, tra pochi anni dovrà pagare venti volte tanto, ovvero 10.000€. Se invece uno studente di 8° fascia paga 1.500€, tra qualche anno dovrà pagare 30.000€.
RIDUZIONE DEL TURN OVER = RIDUZIONE DELL’OFFERTA FORMATIVA E AUMENTO DEL PRECARIATO
Il turn-over del personale viene limitato al 20% (non del 20%), sia in badget che in numero di persone, per il triennio 2009/2011 e al 50% dal 2012. Questo vuol dire che ogni 5 persone che vanno in pensione si può assumere una sola persona, sia essa docente, ricercatore o tecnico/amministrativo. Quindi nell’immediato futuro molti giovani laureati, dottorandi e assegnisti, formati dall’Università Italiana con notevoli sforzi economici, non potranno essere assunti come ricercatori e saranno costretti ad emigrare o ad abbandonare il mondo della ricerca. Si otterrà quindi un inevitabile invecchiamento ed una progressiva riduzione del corpo docente, con conseguente impoverimento della didattica e della ricerca. Ciò, unito al limite del rapporto tra numero di docenti e studenti previsti della legge n. 270/04, comporterà la chiusura di molti corsi di laurea e l’introduzione del numero chiuso per tutti i corsi rimanenti.
UNIVERSITA' -> FONDAZIONE = ADDIO DIRITTO ALLO STUDIO
La legge prevede la possibilità per le università pubbliche di trasformarsi in fondazioni di diritto privato. Ciò potrà determinare: 1) Un ulteriore e incontrollato aumento delle tasse universitarie, fino al punto che famiglie saranno costrette a sobbarcarsi per intero l’onere degli studi universitari dei propri figli, cona la conseguente forte limitazione del diritto allo studio; 2) La suddivisione in atenei di serie A, capaci di procurarsi fondi privati, e atenei di serie B dove, in mancanza di un tessuto economico-aziendale forte e progredito (come nel nostro territorio), è praticamente impossibile reperire finanziamenti, legali, adeguati alla ricerca; 3) La fine dell’autonomia della didattica e della ricerca, che saranno condizionate dalle scelte di pochi finanziatori privati seduti ad un Consiglio di Amministrazione, come in un’azienda.
E’ evidente che tale legge non elimina i difetti dell’Università Pubblica Italiana; essa non introduce né elementi di sviluppo e di competitività, (come il titolo della legge vorrebbe fare credere), né strumenti di valutazione rigorosi ed efficaci, che premino i risultati e la qualità nella ricerca, nella formazione e nel funzionamento dell’intera Università. Al contrario, si tratta di provvedimenti miranti ad un impoverimento progressivo ed allarmante delle Università Italiane che comportano gravi penalizzazioni sia per tutti coloro che operano nell’ambito dell’Università Pubblica sia per coloro che fruiscono dei suoi servizi, in particolare gli studenti e le loro famiglie.
PER QUESTO DICIAMO NO AI PROVVEDIMENI DELLA LEGGE N. 133 SULLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE |
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